Da Training Consulting consulenza preventiva e supporto medico operativo su tutto il territorio nazionale
Le perplessità non mancano e, c’è da giurarci, non mancheranno neppure le polemiche. Però, la nuova versione della visita per ragionevole motivo, o meglio il decreto legge 159-2025 convertito in legge il 29 dicembre scorso e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale il giorno dopo, obtorto collo rappresenta il nuovo punto di riferimento per gli imprenditori, i lavoratori e tutte le figure intermedie di queste due grandi categorie, dai manager ai sindacati dai legali ai consulenti. Training Consulting ha attenzionato i numerosi aspetti della sorveglianza sanitaria, parte saliente della nuova legge. Si tratta della possibilità di inserire una visita medica prima o durante il turno lavorativo qualora vi sia un ragionevole motivo per ritenere che un lavoratore addetto ad attività ad alto rischio si trovi sotto effetto di alcol, droghe o sostanze psicotrope.
E’ buona l’intenzione di partenza, quella di evitare infortuni nell’esercizio di un lavoro particolarmente rischioso, ma la formula non pare convincere gli esperti del lavoro, giuristi in primis, perché, qualora nella richiesta della visita non venissero registrati fondati presupposti legislativi, potrebbe configurarsi un controllo arbitrario del lavoratore da parte dell’azienda. Quindi, il datore di lavoro o chi ne fa le veci, nel pieno rispetto della legalità, deve accertarsi che vi siano condizioni oggettive e documentabili atte a giustificare la richiesta della visita medica di accertamento delle condizioni alterate del dipendente, di cui bisogna sempre garantire la dignità.
“La posizione del datore di lavoro è particolarmente delicata”, sintetizza il team di Training Consulting, “E’ lui che richiede o, quantomeno, avalla la richiesta della visita, e così facendo si espone ad eventuali contenziosi qualora non si riscontri un ragionevole motivo. Per contro, in caso di un sinistro, potrebbe essere accusato di non aver attivato la visita. E’ sempre a carico del datore del lavoro l’onere di attivarsi qualora il medico contattato non sia immediatamente disponibile per la visita di controllo”. Eh sì, perché la formula prima o durante l’orario di lavoro sottolinea l’urgenza della verifica delle condizioni del lavoratore come deterrente agli infortuni.
| I due rami della consulenza di Training Consulting |
| Attività preventiva: valutazione del rischio | Attività esecutiva: pool di medici sul territorio per affrontare le emergenze |
Training Consulting offre ai clienti supporto professionale sia dal punto di vista preventivo, o meglio della valutazione del rischio, sia operativo, quindi dell’assistenza sanitaria grazie a un pool di medici in collaborazione esterna, dislocati sul territorio nazionale e che fanno capo, a seconda dell’ubicazione dell’azienda, alle sedi Training Consulting di Penne (Pescara), Bologna e Vimercate (Monza Brianza). Quella del medico e dell’immediatezza della sua presenza in loco è il punto nodale perché la norma, prevedendo la visita con la formula già citata del prima o durante il turno di lavoro, obbliga la disponibilità immediata del medico nel proprio laboratorio o, addirittura, in loco per l’effettuazione di test diagnostici. Se pensiamo che ci sono alcune aziende che producono su tre turni, quindi h 24, ecco che per le aziende è indispensabile un supporto esterno altamente qualificato per affrontare la prevenzione e l’emergenza.




