Il team di Training Consulting coadiuva il Rup e supporta i progettisti e le imprese in tutta la parte documentale

La novità del Cam, di Criteri ambientali minimi, è la redazione del Piano ambientale di gestione del cantiere. Si tratta di un obbligo previsto dal Decreto ministeriale 25-11-2025 per l’affidamento del servizio di progettazione e direzione lavori di interventi edilizi e opere di ingegneria civile. Il conto alla rovescia è già iniziato perché dal prossimo 2 febbraio il Piano ambientale di gestione costituirà elemento essenziale per la corretta applicazione del Cam, a sua volta reso obbligatorio dal Codice dei contratti pubblici (articolo 57 comma 2).

Novità ed obblighi interessano anche i privati perché c’è da predisporre, prima dell’avvio dei lavori, il Piano di gestione dei rifiuti (Pgr) ad integrazione dei Piano ambientale di cantierizzazione (Pac), anch’esso obbligatorio. Che si tratti di opere pubbliche o private, il team di Training Consulting, operativo in tutta Italia con le sedi di Penne (Pescara), Bologna e Vimercate (Monza e Brianza), è a disposizione per l’intera documentazione: nella fase progettuale coadiuva i progettisti e nella fase esecutiva affianca le imprese. Inoltre, Training Consulting è di supporto al Rup, il Responsabile unico del progetto o procedimento e dei committenti. 

Cos’è il Piano ambientale di gestione?

Si tratta di uno strumento operativo obbligatorio per i lavori pubblici, pensato per integrare criteri di sostenibilità ambientale nella fase esecutiva dei cantieri. Quindi, definisce tutte le misure, le procedure e i controlli necessari per ridurre l’impatto ambientale durante i lavori. Serve a garantire che le attività del cantiere rispettino i Cam stabiliti dalla normativa italiana e i requisiti aggiuntivi qualora il committente pubblico ne faccia richiesta.

I criteri progettuali previsti dal Piano definiscono le modalità per un’organizzazione e gestione sostenibile del cantiere. Spetta al progettista integrarli nel progetto di cantiere e nel capitolato speciale di appalto del progetto esecutivo adattando le misure alle caratteristiche, alla durata e alla dimensione dell’intervento. I relativi costi devono essere bene indicati nel quadro economico dell’opera.

L’applicazione dei criteri è verificata tramite la relazione prevista dal criterio 2.1.1 Relazione CAM di progetto, che deve riportare lo stato prima dell’opera, gli interventi pianificati, i risultati attesi e lo stato dopo i lavori.

Il Piano ambientale di gestione del cantiere consta di due fasi documentali – progettuale ed esecutiva – distinte, articolate e interconnesse per le quali sono necessarie approfondita conoscenza della materia e delle tempistiche.

Questi i  principali contenuti del Piano

Il Piano prevede tanti obblighi per ottemperare i quali sono indispensabili preparazione specifica e conoscenza delle tempistiche. Cominciamo dall’individuazione delle criticità ambientali, materia complessa che va dalle caratteristiche morfologiche e geologiche del sito alla presenza di scuole, ospedali e altre zone sensibili, alla vulnerabilità degli ecosistemi circostanti. Poi, ci sono la protezione delle risorse naturali, paesaggistiche e storico-culturali, con una serie di misure specifiche, la rimozione delle specie alloctone invasive, comprese radici e ceppaie, la protezione delle specie arboree e arbustive autoctone di interesse storico e botanico, con rigidi divieti operativi nel cantiere, come il divieto di usare gli alberi per l’affissione di corpi illuminanti e l’infissione di chiodi. Da aggiungere l’efficienza energetica e riduzione delle emissioni, l’abbattimento del rumore e delle vibrazioni in conformità alla Legge 447/1995, i sistemi di filtraggio delle acque di cantiere e la gestione delle acque piovane con drenaggio e scarico controllato. Nei cantieri, inoltre, ci sono diversi obblighi: contenere polveri e fumi e provvedere alla protezione di suolo e sottosuolo, tutelare le acque superficiali e sotterranee anche mediante le impermeabilizzazioni, riduzione dell’impatto visivo tramite schermature, demolizioni selettive con spazi per la raccolta di materiali destinati a riuso, recupero o riciclo. Per non dimenticare la raccolta differenziata per imballaggi, rifiuti pericolosi e speciali, con individuazione di aree dedicate dotate di cassonetti o contenitori etichettati e adeguati per la raccolta differenziata.

A cura di G.C.

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