Organizziamo corsi di formazione, nella nostra sede o direttamente nelle imprese, anche sui Criteri Ambientali Minimi
di Fabio Esquilino*
Gli appalti pubblici, le piattaforme della pubblica amministrazione e i Cam sono sentieri non facili da percorrere per le aziende. I criteri stringenti e le asperità del linguaggio burocratico comportano un’altissima possibilità di incappare in errori, magari banali, che possono inficiare il tentativo di lavorare con la Pubblica amministrazione e, in alcuni casi, possono anche generare effetti collaterali così pesanti da incidere negativamente sul rating d’impresa. Ci possono essere la caducazione della gara e l’integrale riedizione della stessa, con conseguente inefficacia del contratto stipulato con l’aggiudicatario. L’esperienza e le specializzazioni di Training Consulting, nel corso degli anni, hanno aiutato tantissimi imprenditori, soprattutto nell’alveo delle Pmi, ad affrontare al meglio il farraginoso percorso di interazione con la Pubblica amministrazione. Training Consulting organizza anche corsi di formazione specifici per i CAM, e non solo, nella nostra sede di Penne (Pescara) o direttamente nelle aziende. In questo articolo vogliamo approfondire proprio il capitolo dei CAM, sigla di Criteri Ambientali Minimi, che comportano, tra le altre cose, vincoli specifici e precise clausole contrattuali. Si evince che sono ben poche le aziende che, nel loro organigramma, hanno professionisti formati per questa materia. I CAM, teniamolo a mente, sono uno strumento fondamentale della politica ambientale italiana, integrato nel sistema degli appalti pubblici per orientare le scelte di acquisto verso soluzioni più sostenibili, promuovere l’innovazione verde e contribuire al raggiungimento degli obiettivi di tutela ambientale e di transizione ecologica. La loro conoscenza e corretta applicazione, oltre ai vincoli di rendicontazione, sono essenziali per chi opera o intenda operare nel settore degli appalti pubblici.
Cosa sono i CAM, Criteri Ambientali Minimi
I CAM sono requisiti ambientali definiti per le diverse fasi del processo di acquisizione di beni, servizi e lavori da parte della Pubblica amministrazione (in alcuni casi, anche da altri soggetti). L’obiettivo principale è indirizzare la domanda pubblica verso prodotti, servizi e opere che abbiano un minore impatto sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita. Non si tratta di generiche linee guida, ma di specifiche tecniche, clausole contrattuali e criteri di valutazione che le stazioni appaltanti sono tenute a includere nelle procedure d’acquisto.
Base Normativa e Obbligatorietà
L’introduzione e l’obbligatorietà dei CAM in Italia affondano le radici nel Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della P.A. (PAN GPP). Questo piano, adottato per la prima volta con Decreto ministeriale in data 11 aprile 2008, stabilisce la strategia nazionale per il Green Public Procurement (GPP), ossia gli acquisti verdi della Pubblica amministrazione. L’obbligatorietà dei CAM è stata, nel tempo, introdotta e rafforzata attraverso specifiche leggi e decreti. Il riferimento normativo cruciale è il Codice dei Contratti pubblici. L’articolo 34 del D.Lgs. 50/2016 ha reso obbligatoria l’applicazione dei CAM. Tale obbligo è stato confermato e rafforzato dal nuovo Codice dei Contratti pubblici, il Decreto Legislativo 31 marzo 2023, n. 36. In particolare, l’articolo 57, comma 2, del D.Lgs. 36/2023 stabilisce che:
– Le stazioni appaltanti sono tenute ad applicare, per l’intero valore dell’importo della gara, le specifiche tecniche e le clausole contrattuali contenute nei CAM adottati con decreto del Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica.
– I CAM devono essere tenuti in considerazione anche per la definizione dei criteri di aggiudicazione (in particolare, i criteri premiali) di cui all’articolo 108, commi 4 e 5, del Codice. Questo rende l’applicazione dei CAM un requisito vincolante nelle gare d’appalto pubbliche in Italia. L’omessa applicazione può avere conseguenze sulla legittimità delle procedure di affidamento.
In alcuni casi specifici (materiali isolanti termici e acustici), i CAM sono diventati obbligatori anche per l’accesso a incentivi fiscali (come il Superbonus 100% e 110%), estendendo la loro rilevanza anche al di fuori della sfera strettamente legata agli appalti pubblici.

Obiettivi perseguiti con l’applicazione dei CAM
L’adozione sistematica dei CAM mira a conseguire una pluralità di obiettivi ambientali e non solo:
- Riduzione dell’impatto ambientale: È l’obiettivo primario, che si concretizza nella scelta di prodotti, servizi e lavori con minori ricadute negative sull’ambiente in termini di consumo di risorse, produzione di rifiuti, emissioni inquinanti…
- Promozione dell’economia circolare: I CAM spesso promuovono l’uso di materiali riciclati o recuperati, la durabilità dei prodotti, la possibilità di riparazione e il corretto fine vita, incentivando modelli produttivi e di consumo più circolari.
- Efficienza e risparmio: L’attenzione alla sostenibilità porta spesso a una maggiore efficienza nell’uso di energia e risorse, con conseguenti risparmi economici nel lungo periodo.
- Diffusione del Green Public Procurement (GPP): L’obbligo di applicazione garantisce che il GPP diventi una pratica standard per tutte le amministrazioni, aumentando significativamente la quota di acquisti verdi.
- Effetto leva sul mercato: La domanda pubblica, in quanto parte significativa del mercato, orientata verso prodotti e servizi sostenibili, induce l’offerta (le imprese) ad adeguarsi, aumentando la disponibilità di beni e servizi ecologici anche per il mercato privato.

Settori Coperti
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) emette periodicamente decreti che definiscono i CAM per nuove categorie o aggiornano quelli esistenti. Alcuni degli ambiti già coperti includono (ma l’elenco è in continua evoluzione):
– Edilizia (progettazione, lavori, affidamento congiunto)
– Arredi per interni
– Servizi energetici per gli edifici (inclusa la pubblica illuminazione, il
riscaldamento/raffrescamento)
– Acquisto e noleggio di veicoli
– Manutenzione del verde pubblico
– Servizio di pulizia e fornitura di prodotti detergenti
– Ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari
– Acquisto di prodotti tessili (inclusi dispositivi di protezione individuale)
– Fornitura di attrezzature informatiche (es. computer, stampanti)
– Servizi di gestione dei rifiuti urbani
– Organizzazione di eventi
– Infrastrutture stradali.
*Area amministrazione e gare Training Consulting
A cura di Marco Camplone-Comunicazione d’impresa




